Curare gli attacchi di panico Lazio



Psicoterapia e Consulto Psicologico: Individuale, di Coppia e Familiare

Disturbi da Attacchi di Panico

"L'unica cosa di cui aver paura e' la paura" (F.D. Roosevelt)

Chi soffre di attacchi di panico comprende questa frase fino in fondo. Infatti, il sintomo peggiore degli attacchi di panico e' proprio la paura continua che questi all'improvviso si manifestino.

Generalmente, l'attacco dura pochi minuti ma i sintomi sono in grado di generare una fortissima angoscia,  che origina a sua volta l’ansia anticipatoria. Coloro che soffrono di questi attacchi cosi' imprevedibili, possono esserne  fortemente condizionati. Seppure alcune situazioni o eventi sembrano essere scatenanti, un attacco di panico può presentarsi senza alcun preavviso e, in genere, con questa sintomatologia:

- tremori, sudorazione, tachicardia, senso di soffocamento, vertigini;

- paura di morire, paura di perdere il controllo della propria mente;

- spesso agorafobia (paura degli spazi aperti, luoghi affollati);

Questa condizione si rintraccia in tipologie di persone anche molto diverse, con una leggera preminenza nelle donne, in periodi della vita molto variabili. Spesso coloro che ne soffrono hanno difficoltà a confidarsi con gli altri, per timore di essere considerati”strani o pazzi”, per cui finiscono per allontanarsi dalla vita sociale 

"...evitavo di uscire con gli amici perché temevo che mi venisse un attacco  in pubblico, chiedere loro di non entrare in locali affollati oppure con poca aerazione mi avrebbe imbarazzato troppo...”

Questi soggetti cercano di evitare tutte le situazioni “rischiose” come gli spazi aperti e/o affollati, senza vie di fuga visibili(vedi cinema o aereo), tunnel, finendo col chiudersi in casa, dove anche se capita di sentirsi male non ci sono testimoni.

La sensazione di “stare per morire” è sicuramente l’elemento più spaventoso e difficile da controllare, un’angoscia violentissima che “sembra” non avere alcuna motivazione, nessuna relazione con l’ambiente esterno, proprio per questo l’attacco è imprevedibile.

Un altro degli effetti dell’attacco di panico è l'adeguamento familiare: coloro che ne soffrono – soprattutto se sono giovani che vivono in casa - vengono completamente “avvolti” dalle cure di una o più persone dell’ambiente familiare e non solo, in particolare il sistema genitoriale tende a costruire una “campana” per proteggere il giovane/la giovane dall’ambiente esterno

“...accompagno mio figlio a scuola tutti i giorni perché non può prendere l’autobus, non lo lascio mai solo a casa, gli evito notizie stressanti…”

con il risultato che l’ansia:

1) si amplifica perché da problema individuale diventa angoscia familiare;

2) il soggetto tende a ritirarsi sempre di più perché “solo a casa è al sicuro, dove tutti conoscono il suo problema e sanno come trattarlo”.

Diventa essenziale a questo punto, se la problematica invade la sfera sociale, lavorativa e affettiva, correre ai ripari.  Consultando uno psicoterapeuta, si possono ricostruire le cause dell'insorgenza di questa patologia, rendere il soggetto cosciente di se' e fornirgli gli strumenti adeguati ad affrontare la vita senza ricorrere a soluzioni primitive e inefficaci -cioe' la patologia!

Due casi esplicativi: 

1) X comincia a soffrire di attacchi di panico a 28 anni. Si e' appena sposata e accusa il primo attacco alla partenza del viaggio di nozze. Con la terapia, verra' fuori la sua grande paura della vita, l'incapacita' a  separarsi dai genitori generata dal senso di inadeguatezza e sfiducia nelle sue capacita'. Acquisendo sicurezza e fiducia in se', accetta di lasciare la famiglia d'origine per sperimentarsi felicemente nella nuova avventura matrimoniale.

2) Y ha 35 anni, sposato con figli, accusa i primi sintomi di panico una sera subito dopo essere stato fermato ad un posto di blocco dalla Polizia. Stabilito che l'evento si era risolto con un semplice controllo, senza alcuna conseguenza, la terapia evidenzia invece tutta una serie di "mancanze" nella vita affettiva e lavorativa del soggetto. L'ansia accumulata negli ultimi anni relativamente agli insuccessi professionali e una profonda insoddisfazione matrimoniale, aveva minato alla radice l'identita' dell'uomo che, non riconoscendosi piu' in se stesso, sviluppa la paura di essere "scambiato per qualcun'altro ". Eliminando il senso di colpa e rinforzando la personalita', l'uomo ricomincia ad uscire " a testa alta e senza temere di perdere il controllo di se'". 

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