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Psicoterapia e Consulto Psicologico: Individuale, di Coppia e Familiare

Bulimia, cadere in un pozzo senza fine

L’anoressia mentale è sicuramente la patologia maggiormente conosciuta tra i disordini alimentari, ma purtroppo la bulimia è in continuo aumento, e anch’essa risulta particolarmente difficile da trattare e risolvere. Ancora una volta sono le donne a soffrirne, età media d’esordio intorno ai 20 anni, quindi a maturazione sessuale già avvenuta. A volte soggetti anoressici mutano il comportamento alimentare diventando bulimiche. Le caratteristiche di questo disordine alimentare sono:

- abbuffate ricorrenti ( ingestione di cibo fino a 20.000 kcal al giorno, almeno due volte la settimana per più di 3 mesi);

- condotte di eliminazione (vomito, lassativi, clisteri ecc..);

- nascondere scorte di cibo, mangiare di nascosto;

- ossessione per il controllo del peso, distorsione immagine del proprio corpo;

Diversamente dal soggetto anoressico, la ragazza/donna bulimica cede all’impulso di mangiare in modo sfrenato, perdendo ogni controllo. L’atto è quello del divorare, consumando quantità enormi di cibo ipercalorico, soprattutto dolci e grassi, seguito da una fase di colpevolizzazione insostenibile. Quasi tutti i soggetti bulimici ricorrono al vomito autoindotto e ad altri strumenti di evacuazione per purgare il corpo – e lo spirito! -, fermo restando dopo pochi giorni ripetere lo stesso cliché. Generalmente, questa abitudine permette a queste giovani donne di non aumentare di peso, ma causa una serie interminabile di complicanze e disfunzioni, quali squilibri elettrolitici, oligoamenorrea, fragilità di denti e capelli, infiammazioni ghiandole paratiroidee, scompensi cardiaci, callosità alle mani.

Anche per la bulimia non si riconosce un unico fattore causale, ma si considerano caratteristiche rilevanti: una profonda instabilità emotiva/affettiva, che genererebbe un’ansia intollerabile placata in parte dall’abbuffata; personalità dipendente da sostanze; personalità autolesionista.

La donna bulimica oscilla tra momenti di totale controllo sul cibo, ossessionata dalla bilancia e dal suo aspetto esteriore, di cui ha un’immagine distorta, e momenti di completo cedimento, durante i quali sembra vendicarsi della fame subita, ingoiando quantità smisurate di cibo. Come in una scissione tra dovere – essere magrissima – e piacere – lasciarsi andare agli impulsi – la bulimica si trasforma di continuo, alternando anche l’umore, a volte euforica, a volte depressa. I sistemi per eliminare il cibo ingerito sono spesso violenti e pericolosi, come l’uso continuo di lassativi fino al vomito autoindotto, farmaci anoressizzanti e bevande diuretiche, che logorano il fisico con gran compiacimento della bulimica, che in un sol colpo dimagrisce ed “espia” il peccato di gola.

Trattamento

Per curare la bulimia, come per l’anoressia, si richiede l’intervento di più soggetti professionali: in generale, interviene un medico/psichiatra per seguire farmacologicamente la ragazza, con antidepressivi e Sali di litio; intervento psicoterapico che può variare dalla terapia di gruppo fino alla terapia familiare.

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