Curare Schizofrenia Roma



Psicoterapia e Consulto Psicologico: Individuale, di Coppia e Familiare

Schizofrenia

I disturbi schizofrenici sono caratterizzati in genere da: 

alterazioni della percezione, del pensiero e da affettività inappropriata ed appiattita. Lo stato di coscienza e le capacità intellettuali sono di solito mantenuti, anche se con il passare del tempo possono comparire dei deficit cognitivi. Il disturbo riguarda le funzioni basali che danno al soggetto il senso d'individualità, unicità ed autodirezione. I pensieri più intimi, i sentimenti e le azioni sono spesso vissuti come condivisi o conosciuti dalle altre persone e si possono sviluppare dei deliri secondari in cui forze naturali o sovrannaturali sono ritenute essere in azione per influenzare le azioni ed i pensieri del soggetto in modo spesso bizzarro. Il soggetto può vedersi come il centro di tutto quello che succede. Le allucinazioni, specialmente uditive, sono comuni e possono commentare il comportamento ed i pensieri dell'individuo.

La percezione è spesso disturbata in altri modi: i colori o i suoni possono sembrare oltremodo vividi o alterati qualitativamente, caratteristiche irrilevanti di cose ordinarie possono sembrare più importanti dell'oggetto o della situazione nel suo insieme. Nello stadio iniziale la perplessità è comune e spesso conduce a credere che le situazioni di tutti i giorni possiedano un significato speciale, solitamente sinistro, e diretto al soggetto.

Nel caratteristico disturbo schizofrenico del pensiero, aspetti marginali ed irrilevanti di un concetto globale, che sono trascurati nell'attività mentale normale, sono portati in primo piano ed utilizzati al posto di quelli che sono rilevanti ed appropriati alla situazione. Il pensiero diventa quindi vago, ellittico, oscuro e la sua espressione nel discorso è spesso incomprensibile. Deragliamento ed interruzione del pensiero sono spesso frequenti ed i pensieri sembrano essere sottratti da qualche forza esterna. L'umore è caratteristicamente incongruo, capriccioso e fatuo. L'ambivalenza ed il disturbo della volontà possono comparire come inerzia, negativismo o stupore. Può esserci catatonia.

L'esordio può essere acuto, con comportamento gravemente disturbato oppure può essere insidioso, con uno sviluppo graduale di idee ed atteggiamenti bizzarri. Il decorso della patologia è estremamente variabile e non conduce inevitabilmente alla cronicità ed al deterioramento. In una percentuale di casi, che può variare nelle diverse culture e popolazioni, l'esito è rappresentato dal completo, o quasi completo, recupero. Entrambi i sessi sono interessati in maniera quasi simile, ma l'insorgenza tende ad essere più tardiva nelle donne.

I sintomi della schizofrenia sono spesso classificati come positivi – ad es. le allucinazioni,distorsioni del pensiero, comportamenti bizzarri, deliri - e negativi – anaffettività, anedonia, povertà del pensiero, ritiro sociale -( Andreasen e Olsen 1982). I sintomi negativi della schizofrenia sono spesso interpretati dagli altri come un segno di pigrizia o come un comportamento rivolto ad infastidire gli altri, piuttosto che come una parte della malattia. Alcune di queste false credenze alimentano ampiamente l'immagine negativa e la stigmatizzazione associata alla schizofrenia. Nella maggior parte dei pazienti schizofrenici, i sintomi positivi e negativi possono essere presenti in proporzione variabile nei diversi periodi della malattia.

Tre sono i percorsi da seguire per il trattamento della schizofrenia:

1)Trattamento con farmaci antipsicotici – di vecchia e nuova generazione - per alleviare i sintomi e prevenire le ricadute;

2)Interventi educativi e psicosociali per aiutare i pazienti – rendendoli quanto più possibile protagonisti del trattamento -e le loro famiglie – spiegando effetti e cause della patologia, offrendo supporto psicologico , insegnando loro come meglio rapportarsi con la malattia, le sue complicanze ed aiutare a prevenire le ricadute;

3)Riabilitazione sociale per aiutare i pazienti a reintegrarsi nella comunità e riguadagnare le capacità educative ed occupazionali.

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